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Prosegue la raccolta firme "Uno di noi"
 
fetoDomenica scorsa è partita anche nelle parrocchie italiane l’iniziativa dei cittadini europei “Uno di noi”, per la quale è in corso la raccolta di firme in tutta l’Unione europea per il pieno riconoscimento della statuto dell’embrione umano, e per evitare  lo stanziamento di fondi Ue per la sperimentazione sugli embrioni umani. “Si tratta di un gesto concreto – ha spiegato il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco – perché la coscienza europea non perda se stessa sulla promozione della vita umana in tutte le sue fasi”. E a margine dell’udienza del Santo Padre con il Ccee, di cui è vicepresidente, Bagnasco ha chiarito i contorni dell’iniziativa e l’appoggio che viene dal mondo cattolico: “si tratta di difendere la vita in tutte le sue fasi ed espressioni” e in questa direzione “emerge un richiamo alla coscienza umana, non solo cattolica e non solo cristiana. La crisi che viviamo non è solo economica, ma, più in profondità, è crisi etica, antropologica: si tratta di una crisi nemmeno solo europea, ma mondiale e globale nel senso che tocca gli aspetti etici, la spiritualità. In questo contesto – ha concluso – si può osservare come le difficoltà che si sperimentano anche nella politica derivano da una destrutturazione etica. In tal senso noi, come pastori, cerchiamo di affrontare questi aspetti della crisi in atto”.

Per coloro che non avessero ancora aderito, prosegue la raccolta di firme che può essere effettuata in due modi diversi (l'importante è ricordare che si può firmare una sola volta, quale che sia la modalità prescelta): sul web con la firma on line oppure stampando il modulo cartaceo che deve essere compilato a mano. Per aderire e/o stampare il modulo cliccare la sezione “adesioni” dal sito www.unodinoi.mpv.org.



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